L’anziano che non meriti

L’anziano che non meriti

Sono certo che una delle cose a cui tieni di più è la tua famiglia, la tua storia, le tue radici.

Non riesci a dimenticare quanta attenzione hanno riposto su di te i tuoi genitori per farti crescere SANO e FORTE. Sì perché per crescere sani e forti abbiamo bisogno di una guida, di soggetti responsabili che si prendano cura del nostro essere per condurci verso strade sicure e in piena SALUTE.

Ma come spesso accade quando ci si preoccupa troppo degli altri ci si dimentica di se stessi. Pare che nel momento in cui i nostri genitori hanno terminato la loro missione nei nostri confronti, pian piano perdano gli stimoli di vita, abbandonandosi al declino naturale e fisiologico dell’essere umano esponendolo a rischi per la salute.

La SARCOPENIA, ovvero la perdita progressiva di MASSA MUSCOLARE e quindi anche di FORZA e POTENZA (dynapenia) è sicuramente uno dei fattori che fortemente incidono sulla qualità e sulla aspettativa di vita.

 

Una progressiva e inarrestabile perdita di massa muscolare espone il soggetto anziano a cadute sempre più frequenti, molte volte fortemente debilitanti, altre anche FATALI!

Sai quando inizia questo fenomeno?

Diciamo che mediamente il deperimento muscolare inizia già dopo i 30 anni e man mano che gli anni passano la curva del declino è sempre più ripida e vertiginosa a causa soprattutto di basso livello di esercizio fisico, attività ormonale anabolica in forte calo (ormoni della crescita come il testosterone) e scarso nutrimento sia qualitativo che quantitativo.

LA SCELTA

Non abbiamo molte scelte, le strade sono essenzialmente due, non ci sono vie di mezzo e scorciatoie, o ci si allena e si magia in maniera adeguata e con regolarità in maniera tale da affrontare la FRAGILE ETA’ in piena autonomia o ci si siede tenendo le dita incrociate…

Spetta a noi, incoraggiare i nostri anziani a mantenere uno stile di vita sano che includa una dieta equilibrata ed esercizio fisico regolare, la RESPONSABILITA’ ADESSO E’ NOSTRA, il rovescio della medaglia è compiuto.

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STRATEGIE EFFICACI

a cura di Luigi Romano Virgilio Master Trainer e Responsabile del Metodo Virgilio JUMP

La sarcopenia è una condizione caratterizzata dalla perdita progressiva di massa e forza muscolare, che può portare a una riduzione della capacità funzionale e della qualità della vita in persone anziane. L’esercizio fisico è uno dei principali trattamenti non farmacologici raccomandati per prevenire e migliorare la sarcopenia.

L’efficacia dell’esercizio fisico nel trattamento della sarcopenia è stata ampiamente dimostrata in diversi studi. Gli esercizi di resistenza, come il sollevamento pesi, sono particolarmente efficaci nell’aumentare la massa muscolare e la forza, mentre gli esercizi aerobici, come la camminata, la corsa o la bike, possono migliorare la resistenza muscolare e cardiorespiratoria.

IL NOSTRO APPROCCIO

Un’arma per prevenire e contrastare il fenomeno
    1. Test funzionali specifici che evidenziano la qualità dei movimenti a seconda della condizione del soggetto. Essi vengono eseguiti da personale specializzato, esperti del movimento nella figura del Dott. Simone Berberio.
    2. Test di forza specifici che evidenziano il grado di deficit di forza e che collocano il soggetto su una precisa scala di valutazione, opportuna per capire lo stato iniziale del soggetto e coordinare le future valutazioni (re-test).

      L’HANDGRIP STRENGTH TEST (HGS), misuratore della forza di presa, è sicuramente uno dei test più rilevanti circa la diagnosi e lo stato di avanzamento della sarcopenia. Il limite predittivo la comparsa della malattia è di 27 Kg per gli uomini e di 16 Kg per le donne (gruppo di lavoro Europeo EWGSOP II).

      La Ricerca
      
      Le fratture dell'anca sono un grave problema di salute [1,2,3] e hanno tassi di mortalità relativamente alti, con dal 18% al 33% in un anno.[ 4] Le fratture dell'anca causano disabilità permanente in circa il 20% dei sopravvissuti, e solo circa il 40% di loro è noto per recuperare la propria funzione al livello pre-infortunio.[ 4] Pertanto, è emersa la necessità di fattori prognostici, che potrebbero prevedere il tasso di mortalità e il grado di recupero funzionale dopo le fratture dell'anca.[ 5,7] Tra questi, il ruolo della forza muscolare sta attirando l'attenzione, e la forza muscolare inferiore è conosciuta come uno dei fattori prognostici.[ 7,8,9] L’ Hand Grip Strength (HGS) è noto come un buon indicatore della forza muscolare complessiva,[15] quindi ci sono molteplici studi sul suo valore prognostico nei pazienti con fratture dell'anca. La maggior parte degli studi ha riportato un HGS relativamente basso nei pazienti con fratture dell'anca. Coupland et al. [10] hanno scoperto che il rischio di frattura dell'anca è stato significativamente aumentato con un calo dell'HGS quando si confrontano i pazienti con fratture dell'anca di età superiore ai 50 anni con l'età e i controlli abbinati al sesso. Bean et al. [11] hanno riferito che i pazienti con frattura dell'anca hanno mostrato un HGS significativamente più basso rispetto ai controlli in uno studio che ha confrontato 50 donne con frattura dell'anca con controlli abbinati all'età. Cawthon et al. [12] hanno scoperto che il rischio di frattura dell'anca era in aumento negli uomini che non erano in grado di completare la misura HGS, il che suggeriva una significativa debolezza muscolare. Kärkkäinen et al. [13] che c'era una correlazione tra la diminuzione dell'HGS e il rischio di frattura dell'anca in uno studio prospettico su 2.928 donne in post-menopausa. Denk et al. [14] hanno eseguito una revisione sistematica sull'associazione tra diminuzione dell'HGS e frattura dell'anca con 6 casi-controllo e 5 studi di coorte. Ha scoperto che l'HGS debole era associato ad un aumento del rischio di frattura dell'anca in tutti gli studi inclusi.[ 14]
    3. Esami specifici ematochimici, test antropometrici, valutazione tricompartimentale (Bioimpedenziometria) anamnesi nutrizionale, eseguiti esclusivamente dal nostro Medico Nutrizionista Dott. Francesco Giorgio.
    4. Programmazione e somministrazione dell’allenamento specifico sulla base delle visite effettuate.

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Attività fisica efficace

La durata e l’intensità dell’esercizio fisico DEVONO essere personalizzate in base alle esigenze individuali e alla condizione fisica della persona. In generale, si raccomanda di eseguire almeno due sessioni di esercizio fisico di resistenza alla settimana, con un volume di esercizio progressivo e un’intensità inizialmente medio-bassa e successivamente moderata.

Approfondimento

STRATEGIE NUTRIZIONALI

a cura del Dott. Francesco Giorgio Dietietic & Cilnical Nutrition – Human
Nutrition Science Specialist JUMP

L’aging è associato a profondi cambiamenti nella composizione corporea, in particolare a carico della massa muscolare scheletrica definito con il nome di sarcopenia, che rappresenta un fattore determinante della fragilità, disabilità e mortalità nell’anziano.

I meccanismi identificati che portano allo sviluppo della sarcopenia, (alterazione dello stato ormonale, infiammazione, alterazioni neuromuscolari, disfunzione mitocondriale, alterazione del metabolismo proteico, sedentarietà) portano ad uno squilibrio dell’omeostasi tra anabolismo e catabolismo, che si traduce in una perdita delle proteine ​​muscolari, a cui segue un inevitabile declino della massa e della funzione muscolare nell’anziano.

Fig. 1 La sarcopenia è legata a numerose cause quali: alterazione del metabolismo proteico, diminuzione dei livelli ormonali, alterazioni neuromuscolari, sedentarietà e scarsa attività fisica, malnutrizione proteico/energetica, aumento del tesuto adiposo e aumento dello stress ossidativo.

A questo si aggiunge una riduzione dell’assunzione del cibo tipica dell’anziano, spesso caratterizzata da condizioni patologiche età-correlate, e da una riduzione fisiologica dell’appetito; inoltre con l’invecchiamento si assiste ad una modificazione delle abitudini alimentari, in cui l’anziano predilige alimenti come frutta, verdura, cereali a discapito di alimenti proteici. La conseguenza di questi fattori evolve in una condizione di malnutrizione, soprattutto negli anziani ospedalizzati.

Fig. 2 Fattori che determinano un maggior fabbisogno proteico ​​nelle persone anziane. Recommendations from the ESPEN Expert Group.

Fig. 3 Fattori che determinano una riduzione dell'apporto proteico nelle persone anziane.

La ricerca negli ultimi anni si è concentrata nel trovare trattamenti efficaci per gestire questa condizione, e in tale contesto, un adeguato apporto proteico/energetico ​​insieme ad un adeguato esercizio fisico (con sovraccarichi e di tipo aerobico) è stata indicato, al momento, la strategia più efficace per contrastare la sarcopenia. In particolare due position paper, il Prot Age Study Group e l’ Espen Expert Group  hanno convocato un gruppo di esperti per sviluppare strategie nutrizionali per la prevenzione e la gestione della sarcopenia, riconoscendo anch’essi un ruolo centrale dell’esercizio fisico e di una adeguata assunzione di proteine ​​e aminoacidi nell’anziano, evidenziato che  negli anziani, l’RDA raccomandato per le persone adulte (0,8 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno), non soddisfa  il livello medio assunzione proteica sufficiente a stimolare la sintesi proteica e contrastare lo sviluppo della sarcopenia. Alla luce di queste considerazioni, un apporto proteico giornaliero di 1,0 – 1,2 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno è stato riconosciuto dallo studio PROT-AGE  come la quantità minima, necessaria per contrastare la perdita muscolare durante l’invecchiamento, e di 1,2 a 1,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, per gli anziani affetti da patologie (ad eccezione di anziani affetti da patologia renale), con un’assunzione ancora maggiore per gli anziani gravemente malati e malnutriti.

Inoltre la maggior parte degli studi concordano sul fatto che la quantità di proteine introdotte dovrebbe essere distribuita in modo bilanciato nei 3 pasti principali, ​​di alta qualità, per stimolare più efficacemente la sintesi proteica nell’arco della giornata e per rallentare la progressione della sarcopenia.

Fig. 4 Le fonti proteiche devono esserre sia di origine animale che vegetale, non processate, ricordando che le proteine di origine animale possiedono un valore biologico più alto, rispetto alle proteine di origine vegetale in quanto presentano uno spettro aminoacidico più complete.

Anche la cinetica di assorbimento e la composizione aminoacidica delle proteine ​​alimentari sono fattori importanti da prendere in considerazione, in quanto influenzano la sintesi proteica postprandiale. Alcune evidenze scientifiche hanno dimostrato che nell’anziano, l’assunzione di proteine ​​del siero del latte stimola la sintesi proteica ​​postprandiale in modo più efficiente rispetto alla caseina e alle proteine della soia. In particolare, gli aminoacidi essenziali (EAA) sono lo stimolo primario per la sintesi proteica. Di questi, l’aminoacido ramificato leucina, grazie alla sua capacità di attivare l’mTOR e di inibire l’attivazione delle vie di segnalazione del catabolismo proteico, è risultato il principale aminoacido essenziale che regola il turnover delle proteine ​​muscolari. Nonostante l’anziano sarcopenico mostra una resistenza anabolica a basse dosi di EAA, l’aggiunta di 3 g di leucina, si è dimostrata in grado di superare tale resistenza anabolica, stimolare la sintesi proteica e inibire il catabolismo muscolare.

Per quanto riguarda l’eventuale associazione tra elevato apporto proteico nell’anziano e possibili effetti nocivi sull’osso e la funzionalità renale, ad oggi, sulla base delle raccomandazioni nutrizionali per l’anziano sarcopenico, non è stata confermata dalla maggior parte degli studi.

La sarcopenia rappresenta il punto cruciale dell’aging e data la complessità ed eterogeneità della sua patogenesi è meritevole di ulteriori approfondimenti per ottimizzare l’efficacia di interventi nutrizionali. Tuttavia, la mole di dati in letteratura concordano sulla necessità di aumentare l’apporto proteico giornaliero nell’anziano sarcopenico, dimostrando di produrre miglioramenti significativi sulla massa e sulla forza muscolare, soprattutto se combinati con l’esercizio fisicoFacendo riferimento al detto “prevenire è meglio che curare” (che non rappresenta il modo di agire nel nostro paese), sarebbe opportuno identificare i soggetti a rischio di diventare sarcopenici già in età adulta, in modo tale da poter attuare delle strategie di intervento evidenziate in questo articolo in modo tempestivo, per evitare che il declino neuromuscolare raggiunga una condizione critica.

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    Bibliografia

    Riferimenti Strategie Efficaci

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